Serra de’ Conti (Ancona): da 18 anni, Cicerchia in festa

A Serra de’ Conti, bella cittadina medievale nel cuore delle Terre del Verdicchio, si tiene (solitamente nell’ultimo finesettimana di novembre) la “Festa della Cicerchia”. La manifestazione celebra un legume povero, per secoli protagonista della locale cultura alimentare, riscopre i sapori della memoria, promuove i prodotti tipici e le piccole realtà agricole e turistiche della zona. Quest’anno (28-30 novembre) la Festa arriva alla 18a edizione.

 

Terre del Soave: viverle attraverso la Strada del Vino

La Strada del Vino Soave, lungo un percorso di circa 50 Km, guida l’ospite ad ammirare un paesaggio collinare straordinario, a visitare cantine, a degustare vino, ad assaggiare piatti tipici e venire a contatto con l’ospitalità delle comunità locali: quattro stupende valli (Val di Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone), tredici comuni. Animano la Strada 130 fra cantine (aderenti al Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave), frantoi, aziende agricole con produzioni tipiche locali, agriturismi, alberghi, ristoranti, associazioni.

 

Nell’acqua limpida germinano i semi

Il Riso Nano Vialone Veronese IGP trae le sue preziose qualità dalla purezza dalle acque di risorgive e i fontanili che affiorano abbondanti nella pianura veronese. Gli appassionati della buona cucina, percorrendo la Strada dedicata alla scoperta di questo prodotto unico e genuino, potranno visitare le riserie e gustare le specialità gastronomiche di cui è protagonista; ma anche conoscere un territorio ricco di testimonianze architettoniche e culturali, che ha saputo conservare  e valorizzare molti dei suoi antichi usi e sapori.

 

“I migliori tortellini che abbia mai mangiato!”

Difficilmente i Tortellini di Valeggio sul Mincio sfuggono al giudizio entusiasta di chi li assaggia nei ristoranti locali. Ma Valeggio è straordinaria anche per altro: passeggiando nel borgo medievale si scopre un vero e proprio idillio fluviale con tre antichi mulini che sembrano nascere dall’acqua. Immediatamente fuori, il Ponte Visconteo, straordinaria diga fortificata costruita sul Mincio alla fine del Trecento a protezione dei confini orientali del Ducato di Milano. Un’occasione particolare per la visita: la manifestazione “Tortellini e Dintorni” che si tiene solitamente nel primo finesettimana di settembre, con percorsi degustativi nei pastifici, nelle pasticcerie e nelle cantine.

 

Non solo gustose “foglie rosse”

Ville veneziane, oasi naturalistiche, castelli medioevali, mulini cinquecenteschi, l’ospitalità e la bontà dei prodotti della terra: tutto questo, e altro ancora, attende i visitatori della zona di produzione del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco. I tre itinerari principali sono tracciati dalla Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco attivata per iniziativa di agricoltori, ristoratori, operatori turistici, associazioni culturali, 21 comuni e le province di Padova, Treviso e Venezia.

 

Boschi, funghi e l’antico organo

Sulla montagna al confine fra la provincia di Parma e quella di Massa Carrara, clima, ambiente e cura dei boschi sono “amici” di funghi ed escursionisti, di escursionisti “cacciatori” di funghi, di fungaioli “professionisti”. I Porcini in primo luogo, tanto che hanno ottenuto, in una zona di particolare eccellenza, l’indicazione geografica protetta Fungo di Borgotaro, Ma… non solo funghi! Pochi sanno, ad esempio, che a Borgo Val di Taro (detto correntemente Borgotaro) la chiesa parrocchiale di Sant’Antonino ospita un organo Serassi, del 1795, completamente restaurato e funzionante, considerato uno dei più preziosi al mondo. Molto vicino alla zona di “produzione” del Fungo IGP c’è Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove, oltre ad uno straordinario patrimonio florofaunistico (da non perdere il Giardino Botanico dell’Orecchiella) si scoprono, fra i boschi, fortezze medievali, chiesette, antiche vie selciate, costruzioni tipiche in pietra e paglia. 

 

La costa “delle cipolle”

Il promontorio va, verso sud, da Vibo Marina a Nicotera; Tropea e Capo Vaticano stanno nel mezzo. Spiagge, scogli, grotte e antichi borghi marinari sono meta, ormai consolidata, di turismo balneare. Più indietro, immediatamente nell’entroterra, gli orti della Cipolla Rossa di Tropea, che il suolo di queste zone rende dolce e salutare. Il territorio è ricco di reperti archeologici: due necropoli, una dell’età del ferro, l’altra preellenica; una Catacomba Paleocristiana e altri resti di stanziamenti preistorici. Altre testimonianze storico-culturali “raccontano” l’avvicendarsi nella zona di dominazioni (greca, romana, bizantina, normanna, aragonese…), governi e culture, che videro Tropea, sia pure con alterne fortune, sempre con un ruolo di primo piano. 

 

Mare, laghi, pascoli, foreste… e le Podoliche

E’ nei pascoli degli altopiani garganici, ritagliati fra boschi e macchia mediterranea, che si allevano le mandrie di vacche podoliche dal cui latte si produce il raro e pregiato Caciocavallo Podolico del Gargano. Si possono ammirare percorrendo le strade e i sentieri che in pochi chilometri collegano il mare, splendido di spiagge e coste rocciose, con la maestosa Foresta Umbra fin quasi ai 1065 metri del Monte Calvo. Questa straordinaria varietà di paesi e natura è abbracciata e protetta dal Parco Nazionale del Gargano, di cui fanno parte anche molte importanti lagune, paludi, sorgenti. Agli appassionati di mare, natura, escursioni, gastronomia… non manca nulla! 

 

Della “costa dei profumi” ai boschi dell’Aspromonte

Il Bergamotto di Reggio Calabria non è soltanto “un frutto” (in realtà il frutto tal quale è molto amaro e non è disponibile sul mercato): è arte della profumeria e della pasticceria, è medicina naturale, è una vera e propria bandiera della zona di produzione (un centinaio di chilometri della costa ionica della provincia di Reggio Calabria) visto che il 90% dell’essenza di questo prezioso agrume che si utilizza nel mondo viene da qui: la punta dello Stivale, un territorio che offre, fra Tirreno e Ionio (Costa dei Gelsomini), un mare straordinario, e abbraccia il Massiccio dell’Aspromonte, sede dell’omonimo Parco Nazionale. I Bronzi di Riace, custoditi nel Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria sono solo il vertice di testimonianze storiche presenti in tutti i paesi della zona.

 

Il salume profumato che “racconta” la salumeria alpina

La pratica di conservare le cosce di maiale combinando la salatura con l’affumicatura è particolarmente diffusa in Alto Adige (Speck Alto Adige IGP). Ma soprattutto in Trentino (ma anche in alcune zone di Veneto, Friuli, Valle d’Aosta) con la denominazione semplice di “Speck”, si possono gustare eccellenti prosciutti affumicati e altri salumi. Qui, ad un ricco scenario enogastronomico, si aggiunge per il turista un altrettanto ricco scenario naturalistico, folcloristico, culturale, dove ogni valle offre proprie peculiarità. Inutile dire che attraverso l’agriturismo si possono conoscere facilmente tante “storie”, anche delle piccole realtà locali, che rendono la vacanza un vero e proprio “unicum”.

 

Millefiori, mille castelli, corti, ville e cascine

Mantova e il suo territorio hanno un’antica tradizione apistica: il dissodamento e la messa a coltura dei terreni padani fra Po, Oglio e Mincio, avviata dagli Etruschi intorno al VI secolo a.C. e poi proseguita dai Romani, previde, in seguito, che per onorare molti contratti agrari si dovesse avere anche un certo quantitativo di cera d’api. Ludovico Gonzaga diceva del miele “ottimo per condire zucche, mele, limoni, noci; per rendere più gradevoli molte vivande e alleviare la tosse”. E’ documentato che nei forni mantovani, intorno al 1500, si preparasse la “Baricola”, specie di pizza dolce con impasto di farina e miele. La tradizione prosegue anche oggi con la produzione di pregiati mieli soprattutto “millefiori” (in realtà le specie botaniche del territorio sono più seimila) oppure monoflora di acacia, tiglio, tarassaco, erba medica, girasole: è un tassello dell’imponente patrimonio culturale di Mantova e dintorni testimoniato, anche in campagna e nei centri minori, da castelli, corti, ville e cascine. Molti, nella Provincia, anche i luoghi di interesse naturalistico (ventuno fra parchi e le riserve naturali), primi fra tutti i due Parchi Regionali del Mincio e dell’Oglio Sud.

 

In Sardegna con… gusto

Il turismo ha sempre guardato alla Sardegna costiera, al mare, a spiagge, insenature e scogliere. Ma, soprattutto grazie all’agriturismo, da diversi anni le zone interne, rurali e naturalistiche vedono crescere gli ospiti e l’orgoglio delle popolazioni locali di presentare la propria terra, i prodotti agricoli e alimentari tipici, la cucina tradizionale, le attrattive naturalistiche. Gli itinerari rurali guidati dal gusto sono tantissimi, sia per prodotti legati a una tradizione diffusa in tutta l’Isola, sia per scoprire specialità locali. Ciascuno potrà disegnarli tenendo presenti i prodotti riconosciuti a denominazione d’origine e indicazione geografica protetta: sei sono dell’intera regione; uno, lo Zafferano di Sardegna, è tipico di tre comuni del medio Campidano, a mezza strada fra Cagliari e Oristano. Ma fonte inesauribile di curiosità “gustose” è l’elenco ufficiale dei Prodotti Tradizionali sardi che cita 183 specialità, regionali o locali, distribuite fra vegetali freschi o trasformati (43), paste fresche e prodotti della panetteria e della pasticceria (69), carni fresche e lavorate (15), formaggi (17), altri prodotti di origine animale (18), bevande analcoliche e liquori (6), condimenti e olii vegetali (2), pesci, molluschi e crostacei (13). Non mancano, poi, fra i Tradizionali a diffusione regionale, eccellenze locali che meritano separata citazione, come il Torrone di Tonara.

 

A spasso nel Veneto fra cibi e vini d’eccellenza

Dal Garda e il Monte Baldo, alla Valpolicella, dalla Lessinia ai Colli Euganei e Berici, e poi nelle campagne di pianura, sono davvero tante le occasioni per scoprire prodotti agricoli e dell’artigianato alimentare, vini, “golose” specialità della cucina tradizionale. Il Veneto, insieme all’Emilia Romagna, è la regione italiana col maggior numero di prodotti riconosciuti dall’Unione Europea a denominazione d’origine (DOP) e indicazione geografica (IGP) protetta: ne conta 36! I vini, fra DOCG, DOC e IGT, sono 52. Eppoi ci sono 375 Prodotti Tradizionali ufficialmente individuati dalla Regione, di cui 116 vegetali freschi o trasformati, 74 paste fresche e prodotti da forno e della pasticceria,104 carni fresche o trasformate, 36 formaggi, 16 altri di origine animale, 21 a base di pesci, molluschi e crostacei, 8 bevande analcoliche e liquori. Alcuni sono tipici di zone molto circoscritte, e quindi reperibili quasi esclusivamente sul luogo di produzione o nelle immediate vicinanze, come, ad esempio, il formaggio Monte Veronese; altri sono al top della fama internazionale, come l’Amarone della Valpolicella, Insomma, per il turista in Veneto, gli itinerari del gusto e del vino sono davvero tanti: non c’è che l’imbarazzo della scelta!

 

Emilia Romagna: vedere e… gustare

Le Città d’Arte e le accoglienti mete balneari sono già una buona ragione per visitare l’Emilia Romagna. Ma nella Regione il cui capoluogo, Bologna, oltre che “Dotta” e “Rossa” è detta anche “la Grassa”, il sentore che molte piacevoli sorprese possano giungere dal cibo è perlomeno scontato, per non dire appassionante e meritevole di vera e propria ricerca. Allora andiamo in campagna per scoprire il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico! E già, perché guidati da “giganti”, noti in tutto il mondo, come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, sono complessivamente 42 i prodotti agricoli e alimentari protetti dall’Unione Europea per denominazione d’origine (DOP, 19), e indicazione geografica (IGP, 23) dell’Emilia Romagna. E’ solo l’inizio… Le curiosità offerte dai Prodotti Tradizionali, censiti ufficialmente dalla Regione, sono molte di più: 378, in gran parte tipici di una provincia e spesso di poche località tutte da scoprire. I piaceri del palato, soprattutto quando si è in vacanza, non sono proprio in armonia con apporti calorici moderati. E allora è il caso “di smaltire” con belle escursioni nella natura. L’Emilia Romagna ospita diversi Parchi Naturali: due Parchi Nazionali, quello delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e quello dell’Appennino Tosco-Emiliano; eppoi un parco interregionale, 14 parchi regionali e 15 riserve naturali.

 

Lazio: non solo Roma

Il turismo nel Lazio vola indubbiamente grazie a Roma. Ma il “rurale” si accoda e “rifinisce”, con proposte agricole a chilometro zero, enogastronomiche, agrituristiche, che svelano un’altra cultura, quella del cibo, diffusa, e antica quanto quella storico-artistica, volto spesso poco conosciuto della Comunità regionale. Come poco conosciuti ai grandi flussi turistici sono tanti paesi e cittadine della Tuscia, della Ciociaria, delle Colline Pontine, del Reatino e nei dintorni della Capitale, ricchi di storia e di specialità agroalimentari ed enogastronomiche. I prodotti laziali protetti dalla denominazione d’origine (DOP) e indicazione geografica (IGP) sono 26; quelli censiti dalla Regione come Tradizionali addirittura 393, molti dei quali legati ai sapori e ai saperi di piccole zone. Nel verde, accanto all’agricoltura, c’è la natura: nel Lazio, parchi e riserve naturali riservano sorprese non meno appassionanti di quelle offerte dal cibo tradizionale, e gli itinerari si incrociano regalando scoperte davvero straordinarie.